Visite medico sportive post Covid-19: cosa c’è da sapere

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Il dott. Gustavo Savino, direttore della Medicina dello Sport dell’Azienda USL di Modena, affronta il tema delle visite medico-sportive post Coronavirus

Venerdì 8 maggio il dott. Savino, Direttore della Medicina dello Sport dell’azienda USL di Modena, ha tenuto un incontro online per la formazione #CSIModena: ne riportiamo alcuni passaggi.

Componente della Commissione Nazionale Antidoping e medico in prima linea durante l’emergenza COVID-19, il dott. Gustavo Savino con il suo staff ha ‘modificato’ la struttura tradizionale di Medicina sportiva per dare supporto al’ Servizio di Igiene Pubblica per la Sorveglianza sanitaria attiva ed ospitare il servizio Tamponi thru-drive.

dott. Gustavo Savino direttore della Medicina dello Sport dell’Azienda USL di Modena.

Dott. Savino, partiamo dalle regole che dobbiamo adottare nel ritorno alla pratica sportiva: rispettare il distanziamento sociale, disinfezione delle mani, uso di dispositivi individuali di protezione. E’ chiaro che nello sport la situazione di potenziale rischio, ad esempio quando si corre senza mascherina, c’è. 

“Si può fare attività sportiva senza mascherina, nei luoghi dove è consentito il rispetto del distanziamento sociale. La mascherina, quando si corre o si sta facendo un allenamento, può rappresentare un problema perchè non si riesce ad incamerare l’adeguata quantità di ossigeno. Vorrei riportare i dati di uno studio della TU Eindhoven (Paesi Bassi) che spiega bene il tema della diffusione potenziale di particelle virali: se io faccio sport ad una velocità superiore ai 4 km orari, il mio apparato respiratorio inizia a perdere la sua funzione di filtro, perchè inizio a respirare con la bocca e quindi incamero molta più aria e in contemporanea anche le particelle disperse nell’atmosfera. A questo punto cosa succede: posso emettere anche delle particelle potenzialmente infette e allora il distanziamento cambia. Se si fa un allenamento sportivo in scia, uno davanti all’altro, e chi corre supera i 4 km orari, chi sta dietro deve rispettare la distanza di almeno 5 metri. Se invece l’andatura supera i 14,4 km orari, chi sta dietro deve stare ad almeno 10 metri di distanza. Se si va in bicicletta, invece, si parla di 20 metri di distanza”.  

Uno studio della TU Eindhoven (Paesi Bassi) dal titolo “Towards aerodynamically equivalent COVID19 1.5 m social distancing for walking and running” spiega bene il tema della diffusione potenziale di particelle virali
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Se si fa attività sportiva uno di fianco all’altro, invece? 

“Se si fa un allenamento sportivo in campo, e non è previsto un posizionamento in scia, la distanza di 2 metri due metri e mezzo va benissimo. Sono accortezze che sembrano eccessive ma che vale la pena tenere in considerazione almeno in questo periodo.
All’interno di una società sportiva, è importante che ci sia un operatore addetto al controllo del rispetto di tali distanze. Quando ci fu il divieto ad uscire e fare footing molti si ribellarono: il fatto è che quando si fa attività uscendo di casa è possibile e probabile entrare in contatto con molte superfici senza rendersene conto, situazioni che poi inavvertitamente possono portare a toccarsi volto e occhi con un rischio non indifferente.
E’ quindi importante portarsi sempre dietro un buon disinfettante gel per le mani e lavare gli indumenti una volta usati”. 

Come cambia la visita medico sportiva? 

“Metteremo in pratica meccanismi per fare interviste sia telefoniche sia all’ingresso del nostro servizio di Medicina dello Sport ai nostri utenti per capire se il soggetto è in grado di poter sostenere la visita e quindi riprendere l’attività. hiederò di estendere la durata visita a 45 minuti, cercando di creare un percorso di prenotazione con latenza di almeno 20 minuti tra una visita e l’altra, per evitare che gli atleti si incontrino, e di estendere le giornate delle visite al sabato e alla domenica.

C’è già un protocollo della Federazione medico sportiva per gli atleti che hanno contratto il virus e sono guariti o hanno avuto sintomi: questo significa che quando l’atleta si presenta alla visita medico sportiva, dovrà compilare e firmare un modello di autocertificazione in cui dichiara di aver contratto o meno il virus. Il corredo di sintomi da considerare include:  febbre sopra i 37,5, tosse, difficoltà respiratoria, diarrea, perdita del gusto e dell’olfatto, astenia, mialgia, dolori muscolari nelle ultime settimane. Sintomi ben specifici della sindrome da Covid-19”. 

Il modulo di autocertificazione che l’atleta dovrà compilare quando si presenta alla visita medico sportiva

Visite medico sportive: prima della visita sarebbe bene sottoporsi ad un test sierologico? 

“Non sono previsti test sierologici per la valutazione medico sportiva.  Nelle valutazioni per i dilettanti dello sport che hanno sviluppato la sindrome da Coronavirus, è previsto uno step di valutazione infettivologico perché possano riprendere l’attività. Questo perchè, una volta superata la sindrome, l’assetto polmonare potrebbe non essere del tutto idoneo per sostenere attività ad alto impegno cardiovascolare”.

E per quanto riguarda il tampone? 

“Nei protocolli della FMSI, per quanto riguarda gli atleti professionisti è a carico delle società sportive effettuare il tampone. Per i dilettanti il tampone non è obbligatorio, dobbiamo valutare noi le condizioni di approfondimento rispetto all’atleta che possono prevedere il suggerimento nell’eseguire il tampone ma nella misura i cui sospettiamo che il soggetto possa essere affetto dalla patologia”. 

Le visite medico sportive fatte in precedenza, sono ancora valide?

“Certo, è chiaro che chi ha la visita valida ed ha contratto il virus, dovrebbe spontaneamente segnalarlo manifestando il desiderio di volersi nuovamente sottoporre ad un’ulteriore valutazione”. 

Le società sportive che aprano ai propri atleti, devono richiedere un certificato? 

“Certo, questo serve a tutelare che l’atleta in questione che si presenta presso la società sportiva è in condizioni di salute per poter svolgere l’attività sportiva”. 

Le società, per sicurezza, dovrebbero richiedere anche il certificato che l’atleta e la famiglia siano tutti negativi al virus? 

“Se l’atleta si presenta nella società sportiva con la certificazione di idoneità sportiva rilasciata dalla Medicina dello sport, è chiaro che la certificazione di idoneità comprenderà anche la salute totale e l’integrità del soggetto anche dal punto di vista dell’infezione da Covid-19. I nostri esami includeranno anche un test cardio polmonare, un test per la capacità polmonare e in alcuni casi la tac, per soggetti che hanno contratto la patologia. 
Il familiare, l’accompagnatore, ovviamente non lo certifichiamo noi: sarà coscienza di chi si presenta in società utilizzare tutte le precauzioni del caso”. 

Quali sono i rischi di una società sportiva nel caso in cui si presenti un caso di infezione da Covid-19? E’ chiaro che, nella ripresa, molti dirigenti sono frenati dal tema della responsabilità 

“Quando la società sportiva aprirà, oltre agli spazi comuni e alle aree all’aperto, dovrà prevedere la disponibilità di un’area in cui temporaneamente “allocare” il soggetto che durante un allenamento presenti dei sintomi. Attivando immediatamente i numeri di contatto del servizio sanitario per comunicare la presenza di una condizione di rischio. E’ importante che al primo segnale di sintomatologia, si faccia riferimento al servizio sanitario regionale. Tutto è scritto nei protocolli della FMSI”. 

Ricordiamo tutti i numeri utili forniti dalla AUSL di Modena, da contattare qualosa si presentino sintomi da Covid-19

Si può fare sport, in piccoli gruppi, su campo, nelle società sportive che possono garantire queste condizioni di sport all’aperto. 
C’è un numero da considerare, di atleti, se si parla di allenamento a piccolo gruppo? 

Il piccolo gruppo dipende dalle dimensioni dello spazio all’aperto che offre la società e quindi dal distanziamento che è raccomandato tra le persone che fanno attività.  Quando poi ci sarà l’apertura delle palestre, dovranno essere messe in campo numerose operazioni che sono ben dettagliate in un documento dell’ufficio Sport della presidenza del Consiglio dei Ministri”.

La registrazione integrale dell’intervento del dott. Gustavo Savino per la formazione online #CSIModena

Le linee guida FMSI per la riprese dell’attività fisica dopo il lockdown per pandemia Coronavirus sono disponibili al link https://www.fmsi.it/it/archivio/archivio-news/434-linee-guida-ripresa-attivit%C3%A0-fisica-post-covid-19.html

Tutte le raccomandazioni da usare per la visita medico sportiva disponibili sul sito della Federazione Medico Sportiva Italiana al link https://www.fmsi.it/it/archivio/archivio-news/436-covid-19-e-visita-medico-sportiva-di-idoneit%C3%A0-raccomandazioni-fmsi.html

Le linee guida FMSI per la ripresa degli allenamenti per sport individuali disponibili a questo link:
https://www.fmsi.it/it/archivio/archivio-news/435-linee-guida-ripresa-allenamenti.html

Giulia Vellani

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