Il gioco dell’oca “psicomotorio”: divertirsi giocando con i nostri bambini

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In questo periodo di emergenza si sono ridotte notevolmente le attività motorie dei nostri bambini: vi proponiamo un po’ di sano divertimento e movimento con “Il gioco dell’oca psicomotorio”

Foto di Rudy and Peter Skitterians da Pixabay

Il gioco dell’Oca è uno dei giochi da tavolo più popolari.


Un gioco semplice, dove i partecipanti, lanciando due dadi e muovendosi di un numero di caselle pari alla somma del lancio, devono raggiungere l’ultima casella del circuito.
Non viene richiesta alcuna strategia, o iniziativa: per questo è particolarmente indicato per i bambini.

Ve lo proponiamo in versione “psicomotoria”.

La nostra Claudia Di Domizio, psicomotricista CSI Modena, ha realizzato una semplice “guida” da poter seguire per far giocare e muovere i nostri bambini che, in questo momento, non hanno la possibilità di svolgere regolarmente e normalmente le attività motorie di prima.

Il gioco dell’Oca psicomotorio è dedicato a tutti i nostri bambini che, in questo momento, non hanno la possibilità di svolgere regolarmente e normalmente l’attività motoria di prima

Perché, ricordiamoci: per loro è importante muoversi, ed è importante giocare!

Questo circuito proposto da Claudia, che trovate descritto nelle immagini a seguire, può alimentare nei bambini la motivazione alla conoscenza, la curiosità, che rappresenta la “benzina” indispensabile per una sana evoluzione corporea, cognitiva ed emotiva. 

Ed ora: pronti, partenza, via!

Leggete bene lo schema qui sotto prima di iniziare il gioco, seguendo le indicazioni proposte da Claudia sul materiale occorrente e preparatevi a giocare e saltare insieme ai vostri bambini.


Buon divertimento!

“La realtà che tutti noi siamo chiamati a vivere in questo periodo storico ci chiede di adattare la nostra natura a dei canoni di isolamento e di immobilità che mettono alla prova “il nostro Io” in ogni sua parte”. 
La prova da superare diventa ancor più dura per i bambini in età evolutiva, perché i processi di adattamento richiedono un livello maggiore di maturità delle strutture corporee e psichiche rispetto al loro, ed anche perché la naturale evoluzione avviene tramite la conoscenza del mondo esterno, per mezzo della struttura di relazione per eccellenza: il corpo. Con il corpo sentiamo, entriamo in contatto con l’altro, conosciamo il mondo esterno, esprimiamo le nostre emozioni e i nostri pensieri.

Claudia Di Domizio, psicomotricista CSI Modena

Grazie a Claudia per il suo importante contributo!

Giulia Vellani

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