Sedici squadre in campo tra calcio e basket per testimoniare contro la violenza di genere

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Sedici squadre, tra calcio e basket, unite da un unico obiettivo: dire no alla violenza di genere in occasione del 25 novembre. Il Comitato CSI di Modena ha rinnovato l’iniziativa, giunta alla quarta edizione, del torneo femminile di calcio a 5 “Un calcio alla violenza”, disputato domenica 16 novembre sui campi di San Donnino, a cui quest’anno si è affiancata la novità del triangolare femminile Under 14 di basket “Stoppa la violenza”, andato in scena ieri al PalaSport Reggiani di Castelfranco Emilia.
Nel calcio a 5 sono scese in campo tredici formazioni: Monari Nasi 2013, Leonida Futsal Club, Divano Kiev, Monari Nasi 2014, FC Spilamberto 96, Real Sala Bolognese, Categoal, Monari Nasi 2015, Junior Fiorano Women Futsal, Ness1 Escluso, Tacco12, Queer United e Beverly Inps. Nel basket, invece, hanno risposto all’appello del CSI tre squadre: Basket Cavezzo, Basketball Sisters e Modena Hoops.

«Con ‘Un calcio alla violenza’ e ‘Stoppa la violenza’ – evidenzia Emanuela Maria Carta, Presidente del CSI Modena – vogliamo ribadire con forza e determinazione attraverso lo sport, l’importanza del rispetto di diritti fondamentali quali libertà e pari dignità. Ringraziamo tutte le atlete che sono scese in campo con noi per dire ‘no’ a ogni forma di violenza sulle donne, per valorizzare percorsi di empowerment femminile e per testimoniare vicinanza a chi ha subito abusi. Al tempo stesso, vogliamo sostenere con convinzione il diritto alla crescita e all’autodeterminazione delle donne nel proprio percorso di vita, affinché ciascuna possa esprimere pienamente il proprio potenziale. Queste iniziative pubbliche nascono dal lavoro di rete con associazioni, istituzioni e comunità locali, perché solo insieme possiamo tracciare percorsi per un cambiamento reale. Il nostro impegno non si esaurisce nelle settimane dedicate al 25 novembre: vogliamo tenere alta l’attenzione ogni giorno promuovendo una cultura che difenda i diritti e la libertà di tutte le donne».

«‘Un calcio alla violenza’ è stato un torneo stupendo – commenta Paolo Zarzana, membro della Commissione Calcio e Responsabile Commissione Disabilità CSI Modena -, tutto al femminile. Come CSI siamo attivi da anni al fianco di altre associazioni per la parità di genere e l’eliminazione della violenza. Domenica scorsa, in un clima di festa, con noi è scesa in campo anche una squadra composta da donne con disabilità, a conferma di un messaggio essenziale. Le partite sono state splendide, dentro e fuori dal campo. Lo sport deve essere un alleato nella difesa dei diritti: occasioni come questa ricordano quanto sia fondamentale continuare a fare la nostra parte».

«Come Commissione Basket CSI Modena – prosegue il Responsabile Marzio Cardinale – abbiamo deciso di organizzare il torneo ‘Stoppa la violenza’ perché riteniamo fondamentale che lo sport agisca come un veicolo di messaggi positivi. Quando si tratta di scendere in campo per testimoniare contro violenza e discriminazioni siamo sempre in prima linea. Abbiamo scelto di coinvolgere squadre Under 14 per cominciare la sensibilizzazione su questi temi fin dalle prime categorie giovanili, è dalle basi che deve partire il cambiamento. La risposta delle società è stata fin da subito di totale collaborazione, hanno colto in pieno lo spirito di questa iniziativa. Dopo il successo di questa prima edizione siamo assolutamente convinti di ripetere l’esperienza nei prossimi anni, magari ampliando il numero di squadre partecipanti».

«Innanzitutto, ci tengo a ringraziare il CSI Modena per aver scelto Castelfranco Emilia come sede del triangolare di basket – sottolinea l’Assessora alle Politiche di Genere Renza Barani -, un momento sportivo con una finalità sociale molto importante. Il cambiamento culturale e di pensiero deve partire dai giovani, solo così possiamo debellare la violenza di genere dalla nostra società. La violenza può essere fisica, psicologica, economica, ma anche digitale, e si tratta di problematiche che affliggono le giovani fin dalle loro prime esperienze affettive. Il controllo, la gelosia eccessiva, la svalutazione e l’isolamento sociale devono essere affrontati e denunciati parlando con famiglie ed educatori. Noi come amministrazione comunale abbiamo lanciato una campagna dal titolo ‘La violenza è una cosa da uomini’, per sottolineare la necessità di ascolto, intervento e cambiamento rivolta a tutta la società, ma in particolare a uomini e ragazzi. Il messaggio contro la violenza di genere deve avere continuità, solo così possiamo davvero fare qualcosa di concreto».

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