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L'integratore sociale a base di sport

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28

Ago

Detrazione Irpef estesa ai disabili maggiorenni, la proposta del CSI

A seguire, pubblichiamo per esteso la proposta di estensione detrazione Irpef ai disabili maggiorenni che il presidente nazionale del Centro Sportivo Italiano Vittorio Bosio, insieme a Gianluigi De Palo presidente nazionale Forum delle associazioni familiari, ha inviato lo scorso 23 luglio al Ministro per la Famiglia e le Disabilità e al Sottosegretario di Stato con delega allo sport. Si tratta di un’articolata e motivata "proposta di estensione detrazioni Irpef ai disabili maggiorenni".

Oggetto: Proposta di estensione detrazioni Irpef ai disabili maggiorenni
Illustrissimi Ministri,
Vi scriviamo in qualità di Presidenti del Centro Sportivo Italiano e del Forum
Nazionale delle Associazioni Familiari per manifestarVi il nostro punto di vista su due tematiche
strettamente legate tra loro, “sport” e “disabilità”, ed avanzare una proposta che potrebbe
essere tenuta in cosiderazione - nota la vostra sensibilità - nella stesura del documento
finanziario dello Stato.

Premessa generale
Quanto sono presenti, percepite e amate le persone con disabilità fisica o
intellettivo-relazionale? In passato l’uomo le ha isolate socialmente, spaventato dalla
incapacità di costruire con loro una relazione stabile e bilaterale; poi successivamente le ha
accolte e tollerate come “handicappate”, cioè persone con evidenti minorità, per poi
arrivare finalmente al passo decisivo, quello della “inclusione sociale”, iniziando a considerarle
cioè semplicemente come persone con “diversa abilità”. “Diversa” non vuole dire minore né
maggiore, ma semplicemente “diversa”, perché nessuno al mondo è uguale all’altro.
Un tempo la società contava pochi diversamente abili, persone sopravvissute a
fatiche, limitazioni, umiliazioni e frustrazioni fin dalla nascita, con una ridotta aspettativa di vita.
Oggi la situazione è radicalmente cambiata: possiamo condividere la nostra storia di ragazzi,
giovani e adulti, con molte persone diversamente abili, superando l’età della pietà per
arrivare a quella della consapevolezza, della pari dignità, dei pari diritti e del rispetto fra
qualsiasi essere umano.

Negli ultimi anni si è sviluppata sul territorio nazionale una fitta rete di esperienze
di alfabetizzazione motoria, o anche di attività sportiva vera e propria, che riguardano
persone diversamente abili. Sono esperienze preziose che abbracciano sia la disabilità fisica
che quella, molto più complessa, della sfera cognitivo-comportamentale, con risultati brillanti
in termini di miglioramento delle abilità di coordinamento motorio, ma anche di affermazione
di sé stessi, di consapevolezza delle proprie (pur diverse) abilità, di inclusione aggregativa, di
esperienza comunicativa. Tra questi risultati, basti pensare ai grandi progressi ottenuti nel
campo della gestione dell’autismo se trattato nell’ambito di attività ludico-sportive, prima
singolarmente e poi di gruppo.
Esperienze che, senza la collaborazione degli Enti di Promozione Sportiva, ed in
primis il CSI, delle cooperative sociali, di qualche illuminata Pubblica Amministrazione, ma
soprattutto delle famiglie e delle loro benemerite Associazioni, non si potrebbero realizzare.
Esperienze che, certamente più onerose delle attività svolte su soggetti normo-abili, sono
spesso alimentate e sostenute con mezzi propri, con rare donazioni private e soprattutto con il
sostegno economico diretto delle famiglie.

La proposta di modifica della Legge
Nel CSI e nel Forum Nazionale delle Associazioni Familiari c’è ancora tanta
voglia di fare e progettare in questo senso. Tanto da permetterci di chiedere allo Stato di
avere, nei confronti delle famiglie con persone diversamente abili, un atteggiamento
propositivo. Ci sono tanti modi per facilitare la vita di chi ha qualche gradino in più da fare.
Per esempio, un modo è quello di cercare di sostenere le famiglie nell’affrontare
l’attività motoria e sportiva dei loro cari potendo godere di un regime fiscale agevolato. Il
T.U.I.R., all’art. 15 comma 1 lettera i-quinquies, prevede la detrazione dal reddito per un
importo pari al 19% delle spese, non superiori a 210 euro, sostenute per l'iscrizione annuale e
l'abbonamento, per i ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni, ad associazioni sportive,
palestre, piscine ecc.

Si potrebbe qui fare una riflessione sull’esiguità dei 210 euro annui, soprattutto se
spalmati sulla intera popolazione a prescindere dal reddito; tuttavia colpisce il fatto che
l’attività per i figli portatori di disabilità, se maggiorenni, esca dal regime di agevolazione e
resti interamente a carico della famiglia, quasi che lo Stato disconoscesse per costoro il valore
salutare ma soprattutto sociale di quella che è una vera e propria “terapia” sportiva.

Pertanto, il CSI e il Forum Nazionale delle Associazioni Familiari, chiedono agli
Ill.mi Ministri in indirizzo di attivarsi di concerto affinché, nella prossima Legge di Bilancio, possa
essere modificata la lettera i-quinquies del primo comma dell’art. 15 del TUIR, estendendo la
detraibilità Irpef delle spese per attività sportive anche ai casi di figli maggiorenni
diversamente abili.

Lo riteniamo un gesto perfettamente sostenibile, poiché limitatamente oneroso
per lo Stato; un gesto, però, di concreta attenzione verso persone che rappresentano
pienamente il senso vero della condizione umana e verso quelle tante famiglie che convivono
con le difficoltà e i disagi, ma che rivolgono con speranza lo sguardo verso l’opportunità
sportiva per i loro figli, nella speranza di una attenzione e una sensibilità del Legislatore che
rappresenti davvero un punto di cambiamento rispetto al passato.

Con rinnovata stima.

Vittorio Bosio
Presidente Nazionale Centro Sportivo Italiano

Gianluigi De Palo
Presidente Nazionale Forum delle associazioni familiari