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01

Ott

ARBITRISSIMO: PALLA AL CENTRO, SI RICOMINCIA

Arbitrissimo è la nuova rubrica del Gruppo Arbitri di Calcio CSI Modena, a cura di Paolo Diazzi.

Ecco un estratto delll'ultimo articolo, che pone spunti di riflessione utili a chi è appassionato di calcio. Una sorta di "vademecum" sugli ingredienti che devono necessariamente confluire nella ricetta di "un buon arbitro"!

Siamo ai nastri di partenza, i campionati “scalpitano”, e noi dobbiamo essere pronti. Qualche mese di distacco lontano dai campi di calcio potrebbero aver offuscato un po’ le idee e anche il fisico. Il riposo è sacrosanto, ma non possiamo farci trovare impreparati alla ripresa imminente. A proposito di “palla al centro” una domandina; nel calcio d’inizio,il vincitore del sorteggio, cosa dovrà scegliere? Risposta: sempre la porta verso cui attaccherà nel primo periodo di gioco. Al perdente, rimarrà la palla. A proposito di Arbitri, lo sapevate che la prima gara con un Direttore di gara fu giocata in Inghilterra nel 1904. Nello stesso anno fu costituita la F.I.F.A. Federazione Internazionale Football Association. Provate un po’ ad immaginare una partita di calcio senza una direzione, senza un Arbitro che dirige una semplice contesa di due squadre. Lascio a voi trarre delle conclusioni. Tornando ai tempi nostri, l’arbitro, nel nostro caso specifico, del C.S.I. non solo deve essere il “rappresentante” più affermato del Comitato, con a mente tutte le regole indispensabili, ma ha anche le vesti di “educatore”. Non dobbiamo mai dimenticare questo binomio,  ARBITRO/EDUCATORE.

Il calcio moderno impone tassativamente ingredienti indispensabili per un arbitro: allenamento ottimale, conoscenza del regolamento, un buon livello comportamentale, disponibilità nei limiti del possibile, e non per ultimo, frequentare il Comitato, le riunioni generali e specifiche tecniche. Appartenere ad un Comitato, impone queste essenziali regole, altrimenti, possiamo cambiare sport liberamente. Il calcio è un ottimo veicolo per educare, se siamo ben attrezzati, avranno sempre un buon ricordo di noi, in altri casi, incolperanno lo stesso Comitato, il responsabile, il designatore ecc. Chi indossa una giacchetta per arbitrare, deve essere consapevole del suo “mestiere” arbitrare è una missione assai difficile, lo diventa ancora di più, se trascuri questi parametri.

Non voglio spaventare o intimorire nessuno, ma si vuole mettere al corrente che chi scende in pista, deve essere per forza portato ad essere sempre informato e allenato. L’arbitro del recente mondiale, migliore in tutto il torneo, è stato l’argentino Nestor Pitana, di anni 43, che ha diretto anche la finalissima tra Francia e Croazia. Una dote essenziale di questo arbitro, se avrete notato, era la posizione, sempre ottimale, quando era chiamato in causa, era sempre vicinissimo, nel vivo dell’azione, senza mai ostacolare i calciatori. Parliamo di un livello assai lontano dalla nostra realtà, ma nessuno ci vieta di prendere questo e altri arbitri, come “modelli” da seguire e capire i loro spostamenti nelle varie azioni.

La nostra passione per l’arbitraggio, deve essere nutrita in continuazione, senza tregua, mai credere o pensare di sapere tutto, sareste arbitri incompleti. La determinazione in campo necessaria, sarà figlia di una certa modestia, e una umiltà consapevole dei propri mezzi, senza avere mai la presunzione di essere al di sopra del proprio ruolo, ma unicamente, di agire con la massima professionalità che ci compete. Un altro ingrediente necessario, per un “vademecum” personale, sarà la “concetrazione”. Alleniamoci fin da subito a questa qualità indispensabile. Fin dalle prime ore che precedono la gara, alleniamo la nostra mente con dei momenti di pre/partita. Ad esempio: la borsa è pronta? Taccuino, fishietto, divisa, scarpe, cartellini, ecc. ecc. non mi manca nulla? Dove devo andare? Ho i numeri di cell. giusti in caso di? Intanto ci prepariamo mentalmente per quella partita, quella categoria, non facciamoci trovare impreparati, o del tipo arrivare all’ultimo minuto, faremmo una figuraccia, non solo voi, ma tutti noi.